Ecco il materiale relativo agli incontri 2019-2020 ed il calendario.
Materiale per gli incontri
Calendario degli incontri
martedì 1 ottobre 2019
lunedì 27 maggio 2019
L’ARTE DI ACCOMPAGNARE
SERATA CON MARIO DUPUIS
Zelarino, 17 ottobre 2018
Presentazione di don Daniele e di don Francesco
lunedì 20 maggio 2019
Esercizi spirituali diocesani per sposi con figli
Cavallino 17 – 19
maggio 2019
Libro di Tobia
Predicatore: Don Giuliano
Zatti
sabato 30 marzo 2019
5° Incontro - La giustizia sociale
Lettera
di Giacomo – Capitolo 5 (TILC
- Traduzione Interconfessionale in Lingua Corrente)
Contro
i ricchi
1E
ora a voi, ricchi! Piangete e lamentatevi per le sciagure che stanno
per venire su di voi. 2Le
vostre ricchezze vanno in malora e i vostri abiti sono mangiati dalle
tarme. 3Il
vostro oro e il vostro argento sono pieni di ruggine, e quella
ruggine sarà una prova contro di voi: essa vi divorerà come un
fuoco. In questi giorni, che sono gli ultimi prima del giudizio, voi
avete accumulato ricchezze. 4Voi
non avete pagato gli operai che mietono nei vostri campi: questa paga
rubata ora grida al cielo, e le proteste dei vostri contadini sono
arrivate fino agli orecchi di Dio, il Signore Onnipotente. 5Voi
avete vissuto quaggiù sulla terra in mezzo al lusso e ai piaceri
sfrenati: vi siete ingrassati come bestie per il giorno del
macello. 6Avete
condannato e ucciso persone innocenti che non hanno la forza di
difendersi.
Pazienza
e sincerità
7Fratelli,
siate dunque pazienti, fino a quando verrà il Signore. Guardate il
contadino: egli aspetta con pazienza che la terra produca i suoi
frutti preziosi, aspetta le piogge di primavera e le piogge
d'autunno. 8Così
siate pazienti anche voi, e fatevi coraggio, perché il giorno del
ritorno del Signore è ormai vicino.
9Fratelli, non mormorate gli uni contro gli altri, perché il Signore non vi condanni. Il giudice sta per venire!
10Ricordatevi dei profeti che hanno parlato per incarico del Signore. Prendeteli come esempio di pazienza e di fedeltà anche nelle sofferenze. 11Noi diciamo che sono beati quelli che, come loro, hanno saputo resistere. Voi avete sentito parlare della grande pazienza di Giobbe, e sapete quel che il Signore gli ha concesso, alla fine. Sì, il Signore è pieno di misericordia e di compassione.
12Fratelli, soprattutto non fate giuramenti: né per il cielo né per la terra né in qualunque altro modo. Semplicemente, dite 'sì', quando è sì; dite 'no', quando è no. Così non sarete condannati da Dio.
9Fratelli, non mormorate gli uni contro gli altri, perché il Signore non vi condanni. Il giudice sta per venire!
10Ricordatevi dei profeti che hanno parlato per incarico del Signore. Prendeteli come esempio di pazienza e di fedeltà anche nelle sofferenze. 11Noi diciamo che sono beati quelli che, come loro, hanno saputo resistere. Voi avete sentito parlare della grande pazienza di Giobbe, e sapete quel che il Signore gli ha concesso, alla fine. Sì, il Signore è pieno di misericordia e di compassione.
12Fratelli, soprattutto non fate giuramenti: né per il cielo né per la terra né in qualunque altro modo. Semplicemente, dite 'sì', quando è sì; dite 'no', quando è no. Così non sarete condannati da Dio.
La
preghiera e la vita
13Se
qualcuno di voi è nella sofferenza, preghi. Se invece qualcuno è
contento, lodi il Signore cantando salmi.
14Se qualcuno di voi è malato, chiami i responsabili della comunità. Essi preghino per lui e lo ungano con olio, pregando il Signore.15Questa preghiera, fatta con fede, salverà il malato, e il Signore gli darà sollievo. Inoltre, se il malato avesse commesso dei peccati, gli saranno perdonati.
16Confessatevi a vicenda i vostri peccati e pregate gli uni per gli altri, così che possiate guarire. La preghiera sincera di una persona buona è molto potente. 17Il profeta Elia era soltanto un uomo, come noi. Egli pregò con insistenza chiedendo che non venisse la pioggia, e non piovve sulla terra per tre anni e sei mesi. 18Poi pregò ancora, chiedendo che piovesse, e dal cielo venne la pioggia, e la terra fece crescere i suoi frutti.
19Fratelli miei, se uno si è allontanato dalla verità e un altro lo riporta sulla giusta strada, 20sappiate quel che vi dico: chi aiuta un peccatore ad abbandonare la strada sbagliata lo salverà dalla morte e otterrà per lui il perdono di molti peccati.
14Se qualcuno di voi è malato, chiami i responsabili della comunità. Essi preghino per lui e lo ungano con olio, pregando il Signore.15Questa preghiera, fatta con fede, salverà il malato, e il Signore gli darà sollievo. Inoltre, se il malato avesse commesso dei peccati, gli saranno perdonati.
16Confessatevi a vicenda i vostri peccati e pregate gli uni per gli altri, così che possiate guarire. La preghiera sincera di una persona buona è molto potente. 17Il profeta Elia era soltanto un uomo, come noi. Egli pregò con insistenza chiedendo che non venisse la pioggia, e non piovve sulla terra per tre anni e sei mesi. 18Poi pregò ancora, chiedendo che piovesse, e dal cielo venne la pioggia, e la terra fece crescere i suoi frutti.
19Fratelli miei, se uno si è allontanato dalla verità e un altro lo riporta sulla giusta strada, 20sappiate quel che vi dico: chi aiuta un peccatore ad abbandonare la strada sbagliata lo salverà dalla morte e otterrà per lui il perdono di molti peccati.
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AMBITO
ESPERIENZIALE
Domande
per riflettere in sottogruppi:
-
Accumuliamo ricchezze per garantirci il futuro?
-
Accumuliamo ricchezze rubate ad altri?
-
Siamo capaci di condividere la nostra ricchezza con altre persone in difficoltà? o su progetti eticamente sostenibili?
-
Ci preoccupiamo di quali strategie economiche garantiscono i ns risparmi? Sono eticamente sostenibili?
-
Quando compriamo qualcosa abbiamo un idea di chi l'ha realizzato? In quali condizioni? A che prezzo?
-
Ci ricordiamo della preghiera solo nelle difficoltà?
-
Ci ricordiamo di ringraziare Dio nella gioia? e nelle risoluzioni felici?
-
Siamo capaci di avere pazienza nella preghiera, di attendere ciò che Dio vuole offrirci in relazione a quello che abbiamo chiesto?
-
Siamo capaci di leggere o meglio di interpretare le proposte anche parziali che Dio ci offre?
-
Siamo capaci di pregare per i nostri peccati, ma anche per quelli degli altri?
Appunti
argomenti esposti
La
ricchezza accumulata a garanzia del futuro è impura perché è
manifestazione di non confidare in Dio, qualche risparmio però può aiutarci
nelle nostre e nelle altrui difficoltà prevedibili od impreviste.
La
ricchezza, rubata ad altri uomini ed ostentata - che pur rende
piacevole la vita terrena - non è un modello Cristiano.
La
ricchezza ottenuta onestamente, non è male se viene usata secondo
l'etica dell'amore cristiano; è pur vero che il tono di accusa di
Giacomo fa eco alle molte parabole di Luca sul tema dei comportamenti
sbagliati dei ricchi:
il
ricco stolto che accumulava grano per sé senza porsi altre domande
sul senso della sua vita senza Dio;
l'amministratore
disonesto che dimostra l'impossibilità di servire il proprio
interesse e Dio
il
ricco mangione che fingeva di non vedere le sofferenze del povero,
che infine viene condannato da Dio, mentre Lazzaro viene consolato
il
ricco rigoroso cui Gesù chiede forse provocatoriamente, di vendere
tutto, distribuirlo ai poveri e di seguirlo il
piccolo ricco disonesto ma ravveduto: Zaccheo i
ricchi insensibili capaci di intessere relazioni di amicizia dopo
avere collaborato a progetti di morte (Erode e Pilato).
Anche
la ricchezza accumulata come risparmio di sicurezza ci chiama a
scelte di investimento eticamente sostenibili.
Per
affidarci a Dio e resistere alla forza del male, fino alla venuta del
Signore servono:
la
costanza dell'agricoltore (lavora tutte le fasi e infine spera, senza
garanzie),
la
perseveranza dei profeti (sopportazione anche fisica e fiducia),
la
pazienza (FEDE) dei Santi, beati nella misericordia di Dio.
la
mitezza nelle relazioni degli uomini saggi,
la
concretezza degli uomini di parola, che non stravolgono la verità e
piuttosto tacciono.
la
comunione fraterna degli uomini che vedono il volto di Dio nei
fratelli, per aiutarci l'un l'altro nelle sofferenze e nelle
difficoltà, ed anche a non cadere in tentazione nelle manifestazioni
di Satana,
Tutti
questi aspetti si riflettono nella preghiera costante, ostinata e
fedele nelle sue molte forme:
-
nella prova (per chiedere aiuto a Dio)
-
nella gioia (per ringraziare)
-
nella malattia e per i malati
(la preghiera con fede salva il malato e il Signore gli perdonerà i peccati), -
comunitaria - gli uni per gli altri - perché siamo tutti peccatori
Costanza,
perseveranza e pazienza (FEDE) nella preghiera richiedono da parte
nostra una continua attenzione per cogliere nei cambiamenti in atto,
la risposta di Dio, o piuttosto una fase di un percorso di
cambiamento che Dio mi propone.
Scheda dell'incontro (PDF)lunedì 18 febbraio 2019
Educare all'affettività, alla sessualità e all'amore. Slides e audio.
Primo incontro - L'autostima
Secondo incontro - Le emozioni
Terzo incontro - Il sesso: come spiegarlo
Quarto incontro - L'adolescenza
Quinto incontro - Essere maschi, essere femmine
Sesto incontro - Sessualità e affettività
Educare all'affettività, alla sessualità e all'amore. Primo incontro
“BRUTTO
ANATROCCOLO O PICCOLO CIGNO?”
I ragazzi
con una buona autostima, che hanno una buona opinione di sè, si è
visto che sono più sicuri di loro stessi e hanno più probabilità
di costruire relazioni positive in futuro, meno probabilità di avere
problemi. L’autostima è come la fondamenta della casa, se le
fondamenta sono solide anche la casa è sicura, viceversa il
contrario.
Da
adolescenti si entra nella fase in cui si passa che i punti di
riferimento non sono più i genitori (che lo sono fino ai 12 anni ),
ma i coetanei, i compagni. In questa situazione diventa molto
importante il riconoscimento, aumenta l’autostima e diminuisce la
paura.
Una buona
autostima porta inoltre ad una buona resilienza, che è la capacità
di affrontare le difficoltà. Come diceva Seneca: resilienza – le
difficoltà rafforzano la mente, così come il lavoro irrobustisce il
corpo.
Ritornando
al periodo dell’adolescenza, visto che in questo periodo abbiamo
detto, i punti di riferimento diventano i coetanei, c’è la paura
di non avere il consenso dei pari di non piacere a nessuno, se non ci
si sente accettati da un gruppo, si prova a far parte di un altro
(es. bulli). Questo bisogno porta a comportamenti spesso rischiosi,
che sono spesso adottati dai giovani per sentirsi parte del gruppo,
per essere presi in considerazione, il bisogno di fare qualcosa di
speciale assieme agli altri. Quindi
una bassa autostima può portare a comportamenti rischiosi, per avere
il consenso degli altri. Il
bullo in realtà è bisognoso di consenso.
Come si forma l’autostima? Come
aiutiamo i nostri figli a costruirla? Come possiamo migliorala?
Analisi transazionale : una teoria sulla
comunicazione personale
-gli stati dell’Io: modalità in cui
stiamo nel mondo in relazione agli altri e a noi stessi;
-copione di vita: le nostre convinzioni
su di noi e sugli altri (vado bene/non vado bene, sono capace/non
sono capace;
- posizioni di vita
|
IO SONO OK
TU SEI OK
|
IO NON SONO OK
TU SEI OK
|
|
IO SONO OK
TU NON SEI OK
(PERSONE VANITOSE)
|
IO NON SONO OK
TU NON SEI OK
|
Essere genitori permissivi non aiuta il
figlio ad avere una buona autostima. Il figlio va incoraggiato con
messaggi positivi di sostegno e protezione: sei capace, puoi farcela,
hai sbagliato, ma possiamo fare così assieme. Far capire che si può
sbagliare e cercare di far verbalizzare al figlio le emozioni.
Non
dare mai un messaggio negativo sull’essere (sei stupido, non sei
intelligente), ma sul fare (hai fatto una cosa stupida, hai fatto una
cosa poco intelligente), dando valore alla persona.
Messaggi negativi sono: faccio io, non
sei capace, non dare regole e non rimproverarli.
Bisogna cercare di non giudicare i
ragazzi, di non svalutarli, ma capirli e correggerli. Prima che si
allontanino troppo e non abbiano più fiducia nel mondo adulto, da
cui non si sentono capiti…..il problema dei ragazzi è che molto
spesso non si sentono capiti dal mondo adulto.
Ci vuole un educazione autorevole:
vicinanza e comunicazione. Regole e limiti sempre dando valore alla
persona. Non esiste autorevolezza senza coerenza.
Bisogna
essere affettivi e dare parole alle emozioni.
Se il copione non è positivo, si può
cambiare copione dando messaggi positivi (puoi farcela, affetto e
amore).
Inoltre bisogna cercare di essere loro di
riferimento in caso di difficoltà, far capire loro che se c’è
bisogno noi ci siamo.
lunedì 19 novembre 2018
4° Incontro - RESPONSABILITA' nell’USO della PAROLA
Sabato
23 febbraio 2019 4° incontro - Lettera di Giacomo, capitolo quarto
L’inno
alla carità (Corinzi
13,1-13)
1 Se
anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi
la carità,
sono
come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.
2 E
se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta
la scienza,
e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne,
ma non avessi la carità, non sono nulla.
e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne,
ma non avessi la carità, non sono nulla.
3 E
se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per
esser bruciato,
ma non avessi la carità,niente mi giova.
ma non avessi la carità,niente mi giova.
4 La
carità è paziente, è benigna la carità;
non
è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia,
5 non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira,
non tiene conto del male ricevuto,
6 non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità.
5 non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira,
non tiene conto del male ricevuto,
6 non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità.
7 Tutto
copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
8 La
carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno;
il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà.
9 La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia.
10 Ma quando verrà ciò che è perfetto,
quello che è imperfetto scomparirà.
il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà.
9 La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia.
10 Ma quando verrà ciò che è perfetto,
quello che è imperfetto scomparirà.
11 Quand'ero
bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da
bambino.
Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato.
Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato.
12 Ora
vediamo come in uno specchio, in maniera confusa;
ma allora vedremo a faccia a faccia.
Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente,
come anch'io sono conosciuto.
ma allora vedremo a faccia a faccia.
Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente,
come anch'io sono conosciuto.
13 Queste
dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità;
ma
di tutte più grande è la carità!
INTRODUZIONE
Il
capitolo 4 della lettera di Giacomo si sofferma a considerare cosa
accade all'uomo quando, non ascoltando la Parola di verità, dà
prevalenza all'egoismo ed alla volontà di possesso, quando al centro
della sua azione c'è il proprio tornaconto e non l'amore verso il
prossimo e, in definitiva, agisce “a prescindere” da Dio.
Scoppiano liti e rivalità, si trama contro gli altri, considerati
come ostacoli alla propria realizzazione, fino a volerne
l’annientamento.
Giacomo
dice un’altra cosa importante. L’uomo che rincorre queste cose
prega Dio, anche insistentemente, ma prega invano perchè chiede “per
sè”, per il proprio piacere.
Per
Giacomo non ci sono mezze misure. L'avidità per le cose e la
bramosia per il potere, che sono ciò a cui aspira chi appartiene al
“mondo”, significano “inimicizia” con Dio, lontananza dalla
proposta evangelica dell'amore che salva il povero, innalza l'umile e
rovescia il potente dal trono del suo egoismo.
Non
pensiamo solo ai ricchi della terra: despoti, magnati, capi di stato
e di lobbies potenti : tutto sommato sono pochi uomini che
gestiscono gran parte dei beni del pianeta. Avranno le loro
responsabilità, probabilmente.
Pensiamo
piuttosto a noi, persone comuni, al nostro ruolo silenzioso nella
storia. forse è “solo” quello di intessere relazioni di
fratellanza secondo uno spirito di sapienza “che viene dall’alto”:
pacifica, mite, piena di misericordia, senza ipocrisie. e da questi
sentimenti dovrebbe essere sorretta la nostra parola.
abbiamo
quindi pensato di soffermarci ancora sulla parola, quale veicolo di
relazione con gli altri ed espressione di sè , puntando l’attenzione
sugli ultimi due versetti del capitolo quarto.
“non
sparlate”, “non giudicate” i vostri fratelli, ma sforzatevi di
guardarli come Dio li guarda.
LA
PAROLA
Innanzitutto
…. la parola che pronunciamo svela noi stessi.
→
come mezzo per il dialogo, come alimento di una relazione. Nel vero
dialogo però....ciascuno
sia pronto all’ascolto, lento a parlare, lento all’ira
→
“parola data” … lealtà... il vostro parlare sia si e no
→
scritta. È la parola che oltrepassa il tempo. I mezzi di
comunicazione e i fiumi di parole che stordiscono e non offrono
conoscenza. Il diritto all'oblio....
→
e giudizio. Il giudizio di chi si reputa ineccepibile e dunque
legittimato ad esprimere valutazioni sugli altri. Il giudizio
prudente, quello dell'uomo saggio.
→
detta nel modo giusto a seconda di chi si ha davanti. È forma di
amore perchè è espressione di Attenzione verso l'altro
→
come necessità di esprimersi e di manifestarsi agli altri. Necessità
di essere compresi/capiti da chi ci vuol bene
→
detta alle spalle … la maldicenza ed il pettegolezzo. Parole
inutili o dannose che creano sospetto, discredito..
→
da adoperare nell'educazione dei figli. La parola che forma.
→
quando parlare e quando tacere? Quando esprimere i propri bisogni?
→
parola come espressione della nostra relazione con Dio nella
preghiera e non
E
… com'è la parola di Dio???????
-
la parola di Dio venne su Giovanni
-
ecco, sono la serva del signore avvenga di me secondo la tua parola
-
dì soltanto una parola e il mio servo sarà salvato
-
sulla tua parola getterò le reti
-
una parola dura da accogliere
-
passeranno i cieli e terra ma la sua parola non passerà
-
Siate però esecutori della parola e non ascoltatori soltanto, ingannando così voi stessi
Riferimento biblico: Giacomo - Capitolo 4 vedi Bibbia
Riportiamo la scheda di lavoro proposta al gruppo come guida alla riflessione PDF.
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